Release Day: “Al cuor si comanda” (First Comes Marriage)

Today is release day for the Italian translation of First Comes Marriage: Al cuor si comanda! The book is now available for download from Dreamspinner Press, Amazon, Barnes & Noble, and other booksellers. I’m so excited to see the book in Italian!

For those readers who may not already know, First Comes Marriage is the second book in the brand new Dreamspun Desires line and is an honest to goodness “category romance.” The term comes from the old tradition of publishing a certain number of books on a monthly basis in a certain category. You remember these. When I was a kid, they were the Harlequin and Silhouette romances that were shipped, 4 books a month, on subscription.

Category romances were sweet, sometimes funny, standalone stories with a yummy happy ending. These were romances that made you feel good. For me, I remember being an angsty teen and reading these books. They made my heart pound, made my arms ache, and gave me that rush of “oh yeah!” at the end of the story that made me want to devour more romances.

When I was working on First Comes Marriage, I did a lot of thinking about what makes a classic category romance make me feel so damn good. I read a few of the old romances, and I really thought about what makes them work for a reader like me. My husband, the scientist, would call that “reverse engineering.” It was a bit like eating a really good piece of cake and figuring out what ingredients went into it because you don’t have the recipe!

So what’s the recipe?

Take two main characters and ratchet up the heat. I’m talking a very slow burn that builds until you are fanning yourself and ready to scream, “Tell him you love him already!” Or at least, “Tell him you want to have sex with him already!” Stir in something that presents a bit of a sticking point for both characters and threatens to keep them apart. Nothing too angsty here, just something they have to overcome separately or, even better, together. Add a secondary character or two who just might derail the budding romance or help it happen for our main characters. Add doubts and stir again. Little niggles or fears. Maybe sprinkle a little misunderstanding in while you’re at it.

Pour all the ingredients into a pan and bake it at high temperature. What do you get? Sexy, sweet, and spicy romance that tastes as good as tomato soup and a grilled cheese sandwich on a cold day, or maybe some really good mac ‘n cheese. We’re not talking prime rib that you eat with expensive French wine, but the kind of meal that leaves you satisfied and smiling. Simply fun and feel-good fare. -Shira

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Il loro matrimonio doveva essere solo una questione d’affari…

Quando Chris Valentine, scrittore in cerca di editore, incontra Jesse Donovan, è interessato a un contratto letterario o magari a un appuntamento. L’ultima cosa che si aspetta è una proposta di matrimonio dallo scapolo d’oro di New York!

Jesse è nei guai. Per mantenere il controllo della sua compagnia deve sposarsi, perciò offre a Chris un accordo: dovrà vivere nella sua splendida villa per un anno e recitare la parte del marito devoto. In cambio avrà tutto il tempo per scrivere e, al termine del contratto, se ne andrà via con un milione di dollari. Chris ce la può fare. Sì, ce la può fare a vivere con l’uomo più bello e affettuoso che abbia mai incontrato, un uomo che lui desidera disperatamente e non può avere. Perché, quando serve, al cuor si comanda. O forse no?

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Excerpt from Chapter One

MENTRE LA folla applaudiva la sua seconda lettura, Chris Valentine fece un profondo respiro. Non era rimasta neanche una sedia vuota e almeno una dozzina di persone era rimasta in piedi in fondo alla sala, mentre lui e altri due scrittori leggevano degli estratti dai loro libri. Ora, mentre lo stormo irritato di farfalle nel suo stomaco si calmava, pensava meno all’esito della lettura e più a quanto fosse incredibilmente affamato.

 

Chris aveva perso il conto delle volte che aveva letto brani della sua trilogia fantasy-fantascientifica al Baker’s Literary Café, ma quella sera si era sentito particolarmente nervoso poiché il libro a cui stava attualmente lavorando, Avventurieri del tempo, era completamente diverso da ciò che aveva scritto in precedenza. Non ne aveva parlato nemmeno con Val, la sua coinquilina, e non sapeva spiegarsi come mai, sull’onda del momento, avesse deciso di leggerne un breve passaggio. Non gli era mai piaciuto correre rischi.

 

“La sua lettura mi è piaciuta molto.” Una donna si alzò dalla prima fila di sedie e tese la mano a Chris. “Rhonda Wexler.” I suoi riccioli rosso vivo ondeggiavano mentre parlava con labbra colorate da un rossetto nero. Dietro di lei si era raccolta una piccola folla che aspettava paziente di salutarlo. Chris riconobbe alcuni volti nuovi e la solita folla del martedì sera.

 

Sorrise e strinse la mano della donna, e quel contatto l’aiutò a sciogliere un po’ della tensione che ancora gli restava. “Piacere di conoscerla, Rhonda.”

 

“Ho letto il primo volume quando era disponibile come lettura gratuita. Ha intenzione di auto pubblicare anche gli altri volumi o venderà la trilogia alle case editrici di New York?” chiese Rhonda porgendogli il suo biglietto da visita, spostandosi da un piede all’altro nelle sue Dr Martens.

 

“Ne ho contattate alcune, ma finora non ho avuto fortuna.” Il primo volume non aveva venduto male su Amazon, ma al di fuori della crescente cerchia dei suoi ammiratori non aveva avuto molto seguito e i diritti d’autore non l’avevano aiutato granché con l’affitto.

 

“S-Signor Valentine?” chiamò qualcuno alle sue spalle. Chris si voltò e tese la mano al nuovo arrivato. “Jesse Donovan.”

 

Dopo una rapida occhiata, Chris si chiese se l’uomo non fosse per caso venuto ad ascoltare le letture degli altri autori o se non fosse entrato nel locale sbagliato. Poco più alto di lui, con capelli castano-rossicci e una leggera ombra di barba sulla mascella, Jesse appariva del tutto fuori posto in quel mare di goth e steampunk. Vestito con una camicia perfettamente stirata, un cappotto sportivo e un paio di jeans, guardava Chris da dietro un paio di occhiali dalla montatura color borgogna. I suoi brillanti occhi azzurri gli fecero accelerare il cuore.

 

“Piacere di conoscerti, Jesse.”

 

Il leggero imbarazzo negli occhi dell’uomo sorprese Chris, ma svanì non appena Jesse gli strinse la mano con fermezza. “Hai fatto un ottimo lavoro stasera,” disse togliendosi gli occhiali e riponendoli nel taschino del cappotto. “E il nuovo libro mi è piaciuto molto.”

 

“Credo che tu sia stato l’unico,” replicò lui. Non si aspettava che il suo ultimo romanzo avesse successo tra i suoi lettori abituali, per cui non era rimasto molto deluso dall’applauso di cortesia. Il realismo magico poteva essere popolare nei circoli letterari, ma non era di certo ciò per cui i suoi lettori amanti del fantasy andavano matti.

 

“Non fraintendermi, mi piacciono le Cronache di Valhron,” continuò Jesse con entusiasmo, “ma il nuovo lavoro è qualcosa di unico. Non vedo l’ora di leggerlo, appena sarà completato,” concluse con un sorriso caloroso.

 

Jesse aveva letto davvero i suoi libri, il che rese Chris ancora più curioso. “Grazie.”

 

Dopo un attimo di esitazione, aggiunse: “Mi piacerebbe aiutarti a far arrivare il tuo lavoro nelle mani giuste.” Gli porse il suo biglietto da visita. “Chiamami. Possiamo incontrarci per un caffè o per quello che preferisci.”

 

“Grazie.” Quindi Jesse era l’agente che si diceva avrebbe partecipato alla serata. Chris avrebbe certamente accettato la sua offerta, se non altro per capire come far pubblicare i suoi libri a New York.

 

In quel momento, due donne abbigliate in vestiti da passeggio vittoriani si fecero largo tra la folla e si scontrarono con Jesse. Chris l’afferrò per un braccio giusto in tempo per evitargli di cadere; il profumo di bergamotto e agrumi della sua acqua di colonia gli solleticò il naso quando l’uomo si aggrappò alla sua spalla. Jesse incontrò il suo sguardo e lo fissò quasi con sorpresa. Chris desiderò per un attimo che Jesse non fosse un agente e che l’invito non fosse stato fatto per discutere di affari.

 

“Scusaaate!” esclamò una delle donne con una risatina.

 

“Nessun problema,” disse Jesse ritrovando l’equilibrio e ritraendo la mano dal braccio di Chris.

 

“Carmine era così ansiosa di vederti che ha spinto con troppa foga,” spiegò l’altra donna, mentre Carmine guardava Chris esterrefatta.

 

“Ti lascio ai tuoi fan adoranti,” disse Jesse con un mezzo sorriso. “Chiamami appena puoi.” E sparì prima che Chris potesse replicare.

 

 

 

 

 

DUE BRACCIA muscolose avvolsero Chris in un forte abbraccio non appena rientrò nel suo appartamento. “Sei stato fantastico!” esclamò Terry stringendolo con tanta forza da farlo restare senza fiato.

 

“Terry, amico, lo sai che ti voglio bene, ma…”

 

“Anche a Val è piaciuto,” continuò Terry lasciandolo andare e sorridendo alla fidanzata, che stava sistemando a tavola delle pizze.

 

Val sorrise a Chris attraverso la frangia troppo lunga e annuì. “Hai fatto un ottimo lavoro. Non riuscivo più a reggere Terry. Era così entusiasta della parte sul mago perduto che c’è mancato poco che si perdesse anche lui.”

 

“Non avrei mai dovuto dirtelo che mi sono ispirato a te. Ti sei montato troppo la testa.”

 

“Accettalo per quello che è,” replicò Terry con un ampio sorriso. “Riconoscenza per l’immensa fantasticità del tuo coinquilino.”

 

“Coinquilini,” lo corresse Val.

 

“I migliori coinquilini del mondo,” convenne Chris. “Soprattutto perché non mi avete ancora cacciato di casa.”

 

“Si diceva in sala che stasera sarebbe stato presente un importante agente,” disse Val addentando la sua pizza alla diavola.

 

“E c’era,” confermò Chris estraendo dal taschino il biglietto da visita di Jesse e mostrandolo ai due amici.

 

“E questo era quel tipo alto, attraente e dai capelli ramati?” chiese Val guardando il biglietto. “Quel tipo sexy col quale stavi parlando prima dell’arrivo delle due sorelle steampunk?”

 

“Esatto. Ha detto che vuole mettermi in contatto con qualcuno a…”

 

“Ma questo non è un agente,” disse la ragazza leggendo il nome e spalancando gli occhi.

 

Chris lanciò un’occhiata a Terry, che si limitò a scrollare le spalle. “Cosa?” Addentò un boccone di pizza e si accigliò.

 

“Questo Jesse Donovan è l’amministratore delegato della Windview Enterprises,” spiegò Val, sperando che il nome suonasse familiare all’amico.

 

“Mai sentito nominare.”

 

“Davvero? L’anno scorso era sulla copertina di New York View, sul loro numero dedicato allo scapolo d’oro dell’anno. Era in tutte le edicole.”

 

Chris scoppiò a ridere. “Il fatto che io sia gay non significa che compro tutte le riviste con uomini attraenti in copertina.”

 

Val diventò fucsia. “Non intendevo dire… Cioè… Non è perché…”

 

Terry sbuffò e diede il cinque a Chris. “È gay, Val,” intervenne Terry, “e questo non significa che voglia attaccarsi foto di uomini attraenti sulle pareti della camera. Anche se, Val, mi pare di ricordare che tu avessi un poster di Chris Pine in camera tua al coll…”

 

“Stai zitto,” lo interruppe la ragazza dandogli una spinta che lo fece finire sul divano, mentre l’altro rideva fino a tossire.

 

“Ammettilo, Chris,” disse l’amico ansimando. “Quest’uomo è proprio il tuo tipo.”

 

Terry aveva ragione. Jesse era proprio il tipo con cui lui usciva di solito: alto, atletico e sicuro di sé, ma non in modo arrogante. Non che a Chris interessasse fare sul serio. Anche se nel Paese erano tutti in preda all’isteria per i matrimoni, a lui non interessavano una casa col recinto bianco e un gregge di bambini.

 

“Ed è totalmente etero,” aggiunse Val scuotendo la testa. “Di recente è stato sulle pagine di gossip per via di un’ereditiera. Due miei amici hanno scommesso che la sposerà, ma io ho scommesso cento dollari che resterà single.”

 

Terry sollevò lo sguardo al cielo, guadagnandosi un’altra occhiataccia da parte di Val.

 

“Di cosa si occupa la Windview Enterprises?” chiese Chris, più curioso di quanto volesse ammettere. Non gli interessava molto il motivo per cui Jesse Donovan fosse famoso, ma voleva indagare.

 

“Yacht,” rispose Val. “Molto grandi. Quelli su cui scorrazzano le star nei loro microscopici bikini.”

 

Figurati.

 

“E anche hotel. Case di lusso per le vacanze nei Caraibi e cose del genere. Oh, e hanno anche una linea commerciale che costruisce superpetroliere.”

 

“Come fai a sapere tutte queste cose?” chiese Chris.

 

“Le ho lette su People,” ammise Val, arrossendo sotto lo sguardo interrogativo di Terry. “Be’, devo pur leggere qualcosa quando sono in metropolitana.”

 

“Non è esattamente il genere di letture per una dottoranda in letteratura del XIX secolo,” osservò Chris.

 

“Lo chiamerai?” chiese Terry sbadigliando.

 

“E perché no? Anche se non è un agente, potrebbe essere in grado di mettermi in contatto con uno.” Chris prese il biglietto dalla mano di Val e se lo rigirò tra le dita. In quel momento notò, sul retro, un numero scritto a mano e l’annotazione numero privato.

 

“Vuoi un’altra fetta?” chiese Val.

 

Chris scosse la testa. “Sono pieno. E domani devo fare il turno del pomeriggio,” disse radunando i piatti e dirigendosi verso la cucina.

 

“Mi racconterai tutto, vero?” domandò Val mentre lo aiutava a lavarli.

 

“Certo. Probabilmente è uno stronzo.” Chris rise.

 

“Tanto meglio. E guarda che ci conto!” ribatté con un sorriso Val.

 

Her eyes grew wide. Had she expected him to just roll over and play dead? “I… I prefer not to. It’s a waste if it’s only me.”

This doubly surprised Chris, that she’d consider the expense and that she’d admit it. “Sounds reasonable.”

“You’re not what I expected,” she said.

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About Shira

Shira Anthony is a complete sucker for a happily-ever-after, and rarely reads or writes a story without one. Never a fan of instalove, Shira likes to write stories about real men with real issues making real relationships work.

In her last incarnation, Shira was a professional opera singer, performing roles in such operas as “Tosca,” “i Pagliacci,” and “La Traviata,” among others. She’s given up TV for evenings spent with her laptop, and she never goes anywhere without a pile of unread M/M romance on her Kindle.

Shira is married with two children and two insane dogs, and when she’s not writing she is usually in a courtroom trying to make the world safer for children. When she’s not working, she can be found aboard a 36’ catamaran at the Carolina coast with her favorite sexy captain at the wheel.

Interested in hearing Shira sing? Here’s a link to a live performance of Shira singing an aria from Puccini’s “Tosca”: http://www.shiraanthony.com/wp-conten…

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